La lesione SLAP spalla (acronimo inglese di Superior Labrum Anterior to Posterior) è una lacerazione del cercine glenoideo nella porzione superiore della glena, spesso in corrispondenza dell’inserzione del capo lungo del bicipite.
La lesione slap è una patologia che può insorgere sia dopo un trauma acuto (caduta, abuso di torsione/sovraccarico) sia per meccanismi da overuse, tipici di lanciatori o atleti che lavorano sopra la testa. La definizione e la prima classificazione furono proposte da Snyder e poi ampliate in letteratura specialistica.
Anatomia e meccanismi lesionali
Il cercine glenoideo è una struttura fibrocartilaginea che aumenta la congruenza della cavità glenoidea e costituisce un punto di ancoraggio per legamenti e per il capo lungo del bicipite.
Una lesione SLAP può interessare soltanto il labbro (tipo I degenerativo) oppure determinare il distacco dell’ancora del bicipite (tipo II) o lesioni più complesse che coinvolgono anche il tendine stesso (tipi III–IV e varianti). La comprensione del pattern lesionale è fondamentale perché guida la scelta terapeutica.
Lesione slap spalla sintomi
I pazienti riferiscono spesso questi sintomi associati alla lesione slap della spalla:
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dolore profondo alla spalla, peggiorato da movimenti sopra la testa;
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sensazione di click, pop o blocco articolare;
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difficoltà o perdita di forza nello sport o nelle attività che richiedono sollevamento/rotazione;
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talvolta sensazione di instabilità o dolore anteriore vicino al bicipite.
Questi segni sono comuni ma non specifici: molte condizioni della spalla (tendinopatie, conflitto subacromiale, instabilità) possono dare sintomi sovrapponibili, perciò l’anamnesi sportiva e i test clinici (es. test di O’Brien) aiutano nella sospetta diagnostica.
Diagnosi: quando usare l’imaging
L’esame obiettivo è spesso insufficiente per stabilire definitivamente una SLAP. L’imaging svolge quindi un ruolo centrale:
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RMN con o senza mezzo di contrasto artro (MR arthrography) è lo strumento più sensibile per valutare il labbro e la relazione con il bicipite;
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ecografia può documentare aspetti del bicipite ma è meno sensibile per piccole lesioni labrum;
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in casi selezionati l’artroscopia diagnostica rimane il gold standard perché consente visione diretta e trattamento contemporaneo.
La scelta dell’indagine dipende dall’età, dall’attività del paziente e dalla sospetta tipologia di lesione. (Fonte Radiopaedia)
Trattamento: conservativo vs chirurgico
La strategia terapeutica per una lesione spalla SLAP si basa su età, livello funzionale, tipo di lesione e risposta a trattamenti conservativi.
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Terapia conservativa
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riposo relativo, modifica delle attività e terapia fisica mirata per rinforzare cuffia dei rotatori e stabilizzatori scapolari;
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terapia antinfiammatoria e, in casi selezionati, infiltrazioni.
Molti pazienti con lesioni degenerative o con sintomi moderati migliorano con un programma riabilitativo strutturato.
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Trattamento chirurgico
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riparazione artroscopica del cercine (sutura ancorata alla glena) è indicata nelle SLAP instabili o in pazienti giovani e sportivi con distacco della biceps-anchor;
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tenodesi o tenotomia del capo lungo del bicipite può essere preferita in pazienti più anziani o quando la componente bicipitale è degenerativa;
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l’artroscopia consente anche di trattare patologie associate, come conflitto subacromiale o lesioni della cuffia.
La letteratura mostra che non esiste una soluzione “one-size-fits-all”: la scelta va personalizzata e discussa con il paziente.
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Riabilitazione e prognosi
Dopo un intervento di riparazione SLAP la riabilitazione è obbligatoria: immobilizzazione iniziale (spesso 3–4 settimane), seguito da mobilizzazioni passive e progressivamente attive, e infine rinforzo muscolare e rientro graduale allo sport.
I tempi di recupero variano: per il ritorno allo sport di livello agonistico possono essere necessari diversi mesi; per le attività di vita quotidiana il recupero è in genere più rapido ma dipende dalla qualità della riparazione e dall’aderenza al protocollo riabilitativo.
Lesione spalla SLAP: quando consultare lo specialista
È indicato consultare un ortopedico se:
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il dolore persiste nonostante terapia conservativa di 6–12 settimane;
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si avvertono blocchi o perdita di funzione significativa;
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si è atleti con esigenze di performance elevata o lavoro manuale pesante.
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Dott. Luigi Mazzoleni
Il Dott. Luigi Mazzoleni è un medico chirurgo ortopedico, specializzato nella cura di articolazioni come ginocchio e anca.
Ad oggi, Il Dottore è molto apprezzato e rinomato. Infatti, svolge la sua professione e le sue visite ortopediche in tutta Italia: da Milano alla Sicilia.


